E’ uscito una ventina di giorni fa il romanzo dell’esordiente D’Andrea G.L ” Una lucida moneta d’argento ” primo volume della trilogia del Wunderkind. Qualsiasi riassunto non riesce a rendere il tono apocalittico del romanzo o la possibilità, cardine di questo romanzo, di avere livelli di lettura differenti e tantomeno suggerisce, in questo mondo che vive nella contemporaneità, il valore irrinunciabile della memoria. Tutti elementi che invece spiccano in una lettura consapevole di ” Una lucida moneta d’argento“, facendone un romanzo di grande respiro, che appartiene strettamente ad una contemporaneità complessa. Rimane un interrogativo, quale appartenenza di genere per questo testo ? Fantasy ( ci sono creature fantastiche, ma si svolge in un quartiere di Parigi, anche se inesistente, ai giorni nostri )? Horror ( quante creature mostruose e terribili troviamo nel libro ! )? Thriller ( abbonda la suspense, il colpo di scena e ci sono molti elementi nascosti che si scoprono via via )? Avrei potuto usare la pragmatica formula del Crossover, che viene utilizzata in ogni campo, dal software alle auto, fino alla letteratura, nel significato di commistione della diversità. Mi pare un sotterfugio. Forse la definizione che più convince è quella di un romanzo non identificabile con certezza in un genere , che fa parte della ‘nebulosa letteraria’ di cui discutono i Wu Ming, al riguardo del New Italian Epic. O forse, più semplicemente è un noir, se si può cominciare ad estendere il senso di questo aggettivo abbandonando la categorizzazione, ormai quasi bizantina, che indica diversi generi, giallo, thriller, poliziesco, hard boiled, investigativo, mistery ecc… Credo che siano maturi i tempi per comprendere sotto la denominazione noir tutto ciò che, nello svolgersi di una vicenda, fa emergere l’oscuro che c’è in ciascuno di noi, l’ombra che per alcuni non si domina e si concretizza in azioni criminose o semplicemente malvagie. Oppure suscita visioni e materializzazioni fantastiche e spaventose. Anche questo fa parte dell’oscuro. E il nero è l’oscuro.

