24
Apr

Il cerchio muto

scritto da Silvia Torrealta il 24 Aprile 2009

Da Gianfranco Nerozzi stesso, l’autore del Cerchio Muto, apprendiamo le caratteristiche di questo suo nuovo ( e bel ) romanzo.

E’ diverso dai precedenti e nello stesso tempo uguale: nella sua inclassificabilità. Nel senso che, come sempre ho fatto, anche stavolta ho scritto un romanzo degenere, che può essere letto nei modi più disparati. Quindi non solo un horror, non solo un poliziesco, non solo un romanzo generazionale. Nel complesso definirlo thriller potrebbe dare un’idea, molto approssimativa ( la suspense pare che non manchi… ). Ma poi ci sono tutti i discorsi legati alle tematiche sociali ed esistenziali che lo rendono al di sopra di ogni sospetto, o al disotto, a seconda di come uno vuole vederla. Ho voluto mantenere lo stile in una forma per così dire, allargata, lasciando le porte aperte ai lettori di tutti i tipi, senza usare gli stilemi classici strettamente legati alla letteratura di un certo genere, orrorifica per eccellenza, tanto per dire.Ho adottato uno spettro più ampio, usando un flauto magico con più possibilità armoniche, per fare in modo che nuovi lettori potessero essere ammaliati e venire verso di me. Persino la Casa editrice non ha voluto mettere in copertina la dicitura thriller, ma solo romanzo, e basta. Un romanzo di Gianfranco Nerozzi, però, con tante pagine irte di emozioni profondamente eseguite e sinceramente condivise. Credo che la definizione ‘ poesia del brivido ‘ possa dar bene l’idea  della pulsione di fondo che si nasconde, che può esser letta nella trama: che si nasconde e poi si scopre.

27
Mar

Wunderkind

scritto da Silvia Torrealta il 27 Marzo 2009

 Il nero è l’oscuro

E’ uscito una ventina di giorni fa il romanzo dell’esordiente D’Andrea G.L ” Una lucida moneta d’argento ” primo volume della trilogia del Wunderkind. Qualsiasi riassunto non riesce a rendere il tono apocalittico del romanzo o la possibilità, cardine di questo romanzo, di avere livelli di lettura differenti e tantomeno suggerisce, in questo mondo che vive nella contemporaneità, il valore irrinunciabile della memoria. Tutti elementi che invece spiccano in una lettura consapevole di ” Una lucida moneta d’argento“, facendone un romanzo di grande respiro, che appartiene strettamente ad una contemporaneità complessa. Rimane un interrogativo, quale appartenenza di genere per questo testo ? Fantasy ( ci sono creature fantastiche, ma si svolge in un quartiere di Parigi, anche se inesistente, ai giorni nostri )? Horror ( quante creature mostruose e terribili troviamo nel libro ! )? Thriller ( abbonda la suspense, il colpo di scena e ci sono molti elementi nascosti che si scoprono via via )? Avrei potuto usare la pragmatica formula del Crossover, che viene utilizzata in ogni campo, dal software alle auto, fino alla letteratura, nel significato di commistione della diversità. Mi pare un sotterfugio. Forse la definizione che più convince è quella di un romanzo non identificabile con certezza in un genere , che fa parte della ‘nebulosa letteraria’ di cui discutono i Wu Ming, al riguardo del New Italian Epic. O forse, più semplicemente è un noir, se si può cominciare ad estendere il senso di questo aggettivo abbandonando la categorizzazione, ormai quasi bizantina, che indica diversi generi, giallo, thriller, poliziesco, hard boiled, investigativo, mistery ecc… Credo che siano maturi i tempi per comprendere sotto la denominazione noir tutto ciò che, nello svolgersi di una vicenda, fa emergere l’oscuro che c’è in ciascuno di noi, l’ombra che per alcuni non si domina e si concretizza in azioni criminose o semplicemente malvagie. Oppure suscita visioni e  materializzazioni fantastiche e spaventose. Anche questo fa parte dell’oscuro. E il nero è l’oscuro.

9
Mar

Cuore di ferro

scritto da Silvia Torrealta il 9 Marzo 2009

Cuore di ferro

Cuore di ferro è l’ultimo romanzo di Alfredo Colitto, un thriller medioevale. Bologna, 1311. Un discepolo della Studium trascina a notte fonda il cadavere di un uomo fino alla porta del suo maestro Mondino de’ Liuzzi, medico e anatomista. L’uomo è stato ucciso in modo orrendo e nel torace, aperto con una sega, il cuore è stato trasformato in un blocco di ferro. Sedotto dalla possibilità di scoprire il segreto che ha consentito una simile trasmutazione, Mondino decide di aiutare il giovane che, proclamandosi innocente, gli rivela la sua identità. Il suo nome è Gerardo da Castelbretone e, come il suo confratello assassinato, è un cavaliere templare, che si è nascosto sotto i panni di studente di medicina. Per coprirlo, il medico è costretto a mentire all’Inquisitore Uberto da Rimini, feroce accusatore dei Templari, che non tarda a bussare alla sua porta. Quando però un secondo cadavere viene ritrovato nelle stesse condizioni, Mondino e Gerardo capiscono che arrivare all’assassino prima dei domenicani è l’unica speranza che hanno per scagionarsi da qualsiasi accusa e sfuggire alle torture con cui, una volta arrestati, Uberto saprebbe far confessare loro anche ciò che non hanno mai commesso. Cuore di ferro è un romanzo storico di ambientazione accurata, mai didascalica e un thriller con i relativi colpi di scena che sono sempre plausibili, anche in un contesto medioevale. Lo stile è asciutto e la vicenda si svolge con un ritmo incalzante, che lascia il desiderio, alla fine, di leggere il seguito della trilogia di Mondino.

 

10
Feb

 Lunedì prossimo, 16 febbraio 2009, inizierà presso la Casa della Conoscenza a Casalecchio di Reno ( Bo ) il settimo anno del corso base di Scrittura Creativa  della scuola di Scrittura Zanna Bianca. E’ un corso interessante ( a detta degli ex corsisti ) e speriamo che anche quest’anno il lavoro sia entusiasmante per tutti, noi e i corsisti. 

30
Gen

La regina dei castelli di carta

scritto da Silvia Torrealta il 30 Gennaio 2009

 La regina dei castelli di carta

Avevo già recensito i precedenti volumi della trilogia Millennium. Il successo di Stieg Larsson è stato strepitoso anche con quest’ultimo volume. Tanto da, come spesso succede, provocare reazioni contrarie. Sono cominciati a spuntare i recensori ( anche fra i lettori ) altamente critici verso la trilogia. Io mi limiterò a sottolineare che Larsson coniuga la capacità di mostrare corruzione e servizi segreti deviati ( che paiono essere una piaga dei paesi occidentali ) nella società svedese con uno sviluppo superbo di trame, ambienti e  personaggi, tutte qualità che, insieme, vanno a comporre romanzi che si leggono con emozione ed interesse. E non è semplice coniugare due linguaggi e due punti di vista diversi come quello del giornalista e dello scrittore. Larsson ci è riuscito. Non sono opere da Premio Nobel, s’intende, ma neanche, come ho letto in alcuni siti, da stroncare in toto. Sembra che persista il vecchio pregiudizio sui best seller che sarebbero tutti mal scritti in quanto piacciono tanto e vendono tanto. Banalità. Per fortuna che esistono i best seller che fanno aprire le pagine dei libri a persone che, altrimenti, non lo farebbero affatto. Soprattutto in Italia.