Il lettore Onnivoro

Il lettore Onnivoro

Non è un errore, la maiuscola. E’ un nome proprio universale che mi piace attribuire a tutti coloro che hanno una passione tale per la lettura che ( citazione da Virginia Woolf) se restano senza qualcosa da leggere e senza la possibilità di procurarselo, leggono anche l’elenco telefonico. In questo spazio il lettore è sovrano. In questo spazio vorrei si dialogasse di libri, fra lettori Onnivori, che non provano disprezzo verso la letteratura di genere, che amano la letteratura di ogni paese, che amano, in sostanza, leggere storie. Discutere insieme , perché il lettore ha un potere immenso. Può interpretare quello che è stato scritto, modificandolo, completandolo, correggendolo o anche cambiandolo completamente. E’ il potere del lettore.

Università Primo Levi

Tengo corsi all’Università per l’educazione permanente degli adulti “Primo Levi”. Particolarmente mi occupo della scrittura al femminile . L’anno accademico 2006/2007 ho trattato a Bologna l’opera e la scrittura di Virginia Woolf, di Colette e di Elsa Morante. A partire dalla biografia, dall’esame delle maggiori opere, dal contesto letterario, storico e sociale nel quale ciascuna delle tre scrittrici ha operato, ho cercato di individuare quali contenuti rimandassero consciamente o inconsciamente ad un femminile che, nell’affermazione nel mondo intellettuale dominato dagli uomini, diventa spesso fonte di contraddizione. E come questi contenuti si riflettessero nelle opere delle scrittrici. Nell’anno accademico 2007/2008 ho ripetuto, dietro richiesta, il corso a Castiglione dei Pepoli,per Colette ed Elsa Morante.

Editing e dintorni

Editing e dintorni

Il lavoro di editing è un lavoro nascosto, una delle tappe del processo che farà pubblicare un libro. Solo raramente, fra i ringraziamenti, si trova un’ espressione di gratitudine dello scrittore, rivolta a chi ha aiutato a rendere il testo così come apparirà al pubblico. E’un lavoro che a me piace. Perchè c’è, anche se può non sembrare, un aspetto di creatività notevole; si riceve un materiale grezzo, valido, ma grezzo; e, se mi si perdona la metafora, si devono separare i detriti dall’oro, finché questo diventa uno scintillante gioiello. Le linee narrative: quante sono? Sono tutte necessarie? Dove vanno a finire? E le scene sono tutte all’altezza dello scopo? O sono  generiche, piatte? Il ritmo della narrazione e della scrittura è sempre all’altezza della rappresentazione voluta? E così via. Alla fine il libro è pronto e, mi perdonino tutti gli autori, c’è anche una parte di me in quel testo. Un’altra fase del processo di pubblicazione di un libro è la valutazione dei manoscritti. Anche questo è un lavoro delicato, quante volte un manoscritto è stato respinto da una casa editrice e poi ha avuto un successo mondiale, pubblicato da un’altra, come è accaduto alla saga di Harry Potter? Come ho detto prima, sono lavori che non danno notorietà, ma mi piacciono ambedue e mi capita di svolgerli sia per le case editrici che per i privati. Fa parte della passione per la scrittura. Ma, naturalmente, essere un’autrice rimane per me il percorso più importante e significativo.

Scuola di scrittura creativa Zanna Bianca : una storia

Scrivere di come nasce un’idea è quasi impossibile. Se ci penso, ricordo un pomeriggio piovoso di fine primavera ed una frase pensata e lanciata al Coordinatore della Commissione Cultura del Quartiere Navile. E poi so che ad un certo punto, dopo aver ottenuto alcune promesse verbali dalle istituzioni, mandai una mail a tutti gli altri iscritti alla Associazione Scrittori di Bologna; risposero in cinque. Di questi, uno rinunciò subito per motivi personali. Con gli altri discutemmo sul programma e su chi doveva parlare di che cosa. Eravamo e siamo scrittori. Tutti con un’impostazione diversa, caratteri e storie di scrittura differenti. Un problema? No, è risultato essere una ricchezza. Volevamo creare una fucina di talenti ? No. Il talento è una dote che si possiede o non si possiede. Noi diamo ai corsisti gli strumenti e le tecniche per la narrazione e sappiamo bene ciò di cui parliamo. Una delle nostre frasi ricorrenti è ” Scrivere è una fatica nera “, declinata a seconda del momento, in modi diversi. E’ tanto vera che una parte degli iscritti ai corsi, dopo aver terminato, torna, soddisfatta, alla propria vita , sapendo di aver imparato, ma non disposta ad intraprendere un percorso faticoso come quello di scrivere un romanzo, ad esempio, e farlo pubblicare. Con coloro che rimangono proseguiamo per un altro anno con un corso avanzato.Adesso teniamo i corsi alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno e al nostro gruppo si è aggiunto Guido Leotta di Moby Dick, editore e scrittore. Così, fra l’altro, possiamo pubblicare sulla rivista letteraria Tratti i racconti di quei corsisti che hanno raggiunto un buon livello di produzione letteraria. Non è poco.

Per conoscere i nostri programmi e le date dei corsi , consultare il nostro sito www.zannabianca.net o contattarmi